24/02/2008

Cloro al Clero

27996e292eeebf42a8fc3f303c578a00.gifSiamo alle solite: il Vaticano, con il suo stuolo di bacchettoni e finti moralisti, non perde mai l'occasione per mettere bocca negli affari del “libero” e laico stato italiano. E' da alcune settimane che è cominciata una violenta ed arrogante offensiva contro la legge 194 (una legge considerata tra le più civili ed avanzate delle legislature occidentali), condotta dagli ambienti cattolico-fondamentalisti che, oltretutto, non mancano mai di insultare ed intimidire i più deboli ed indifesi (salvo poi lamentarsi, con il loro proverbiale vittimismo, per le accese reazioni suscitate in risposta ai loro biechi attacchi). Sono fermamente convinto che coloro che attaccano questa legge, in realtà, non l'ha mai letta, o sono in mala fede (e come ci insegna un famoso "cattolico", a pensar male spesso ci si azzecca!). Ma andiamo a leggere come recita il prologo (art. 1) della legge 194:

 

Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio.

L'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite.

Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l'aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.

 

A voi sembra una legge nazista? Contro la Vita umana? A me no.

E adesso si permettono anche di criticare la candidatura di un autorevole scienziato come Umberto Veronesi, dopo esser rimasti impassibili per anni di fronte alla candidatura nelle liste dell’Udc e dell’Udeur di personaggi loschi, corrotti, mafiosi e ladri!

5456f0b914dc3fbef360e86d07ed33ba.jpgE' importante, inoltre, sottolineare a chiare lettere (data la ben nota amnesia che affligge l'italiano medio) che, pochi giorni addietro, nel suo discorso inviato a “La Sapienza”, Papa Ratzinger aveva ribadito la sua volontà e quella della Chiesa di non voler mai e poi mai “imporre la propria fede”. E meno male! Figuriamoci se invece avessero voluto farlo? Avrebbero forse re-istituito la Santa Inquisizione?!

D'altro canto, non mi sembra che lo Stato Italiano voglia interferire con le vicende e gli affari del Vaticano, tutt'altro: nessuno, in sede istituzionale, ha mai messo in discussione la cessione dell'8 per mille alla Chiesa Cattolica o l'abolizione dell'ICI per gli immobili di proprietà del Vaticano (vedi video). Il Clero, per tutta risposta, vorrebbe, invece, riformare le leggi dello Stato Italiano!

E allora noi, in quanto liberi cittadini italiani, dobbiamo esigere la REVISIONE DEL CONCORDATO! Libera Chiesa in libero Stato?

No, libera lo Stato dalla Chiesa!

21/02/2008

Due "Marchi", due misure?

99dc778a9d074f02a1a26cd6aed98faf.jpgQualche tempo fa Marco A., ubriaco alla guida del suo furgone, travolse, stroncandole, 4 giovani vite. In primo grado fu riconosciuto colpevole di omicidio colposo plurimo e subì la condanna esemplare a 6 anni e mezzo di reclusione. La pena, che reputo congrua, data l'entità del crimine commesso, raramente si vede comminata nelle aule dei tribunali italiani per reati di questo tipo. Ma pochi giorni fa, a Milano, Marco T., lucidissimo alla guida del suo SUV, causò uno spaventoso incidente, nel quale perse la vita una donna e 4 persone rimasero ferite gravemente (ad una di esse è stata amputata una gamba). Al momento gli inquirenti sono ancora impegnati nelle indagini su quest'ultimo terribile incidente stradale, tuttavia Marco T. risulta essere, per ora, l'unico indagato per l'omicidio della donna e il ferimento di decine di persone.

Ora, i due “Marchi” hanno sicuramente poco da spartire tra loro: il primo, rom, manovale, senza un soldo in tasca; il secondo, italiano con residenza svizzera, ricco e ben integrato nella società. Tuttavia, il reato da essi compiuto è molto simile: addirittura, la posizione del secondo sembrerebbe più grave (infatti Marco A. era ubriaco al volante e quindi incapace di intendere e volere, mentre Marco T. era nel pieno possesso delle proprie facoltà psico-fisiche), e potrebbe aggravarsi ulteriormente se quelle persone rimaste gravemente ferite non riuscissero a cavarsela. E ora la domanda: a vostro parere, i giudici, qualora riterranno Marco T. unico colpevole, gli infliggeranno la medesima e severa pena di Marco A.?

Io ne dubito fortemente.

12/02/2008

Life on Mars

611c2ae35651f2a9de30123552bcbb6b.jpgComunicato urgente: l'aborto in Italia non è un allarme sociale! Ben altre sono le piaghe che affliggono il nostro Paese: la corruzione dilagante, le morti sul lavoro e sulle strade, l'abuso di alcool e droghe, la violenza su donne e bambini, i salari da fame e potrei continuare oltre questo triste elenco di sciagure per diversi post. Purtroppo però, coloro che si professano unici baluardi in difesa della vita, dimenticano troppo spesso che la vita necessita di essere tutelata soprattutto dopo la nascita e non prima!

Oltretutto, il numero di aborti annuali in Italia è in lenta, ma progressiva diminuzione: in particolare, dall'entrata in vigore della tanto odiata legge 194, si è riusciti a ridurre di quasi il 50% il numero di aborti volontari sul territorio nazionale.

Ma non c'è pace per il povero Giuliano Ferrara, seriamente preoccupato dal fatto che negli ultimi trent'anni nel mondo sono stati compiuti un miliardo di aborti! Pensate allora ai benefici che si potrebbero ottenere se l'aborto fosse abolito definitivamente a livello planetario: beh, accadrebbe che nei prossimi decenni per ospitare la popolazione umana, oltre al pianeta Terra, non ci basterà nemmeno l'intera superficie di Marte!

21:15 Scritto da: iagodalbuio in attualità | Link permanente | Commenti (6) | Segnala | Tag: aborto, giuliano ferrara | OKNOtizie |  Facebook

01/02/2008

La pagliuzza nell'occhio

6f1fc9aa7942f66a1b4aeb7abfcc58cb.jpgE’ notizia delle ultime ore il richiamo ufficiale, da parte del Garante per le Telecomunicazioni, di Michele Santoro, accusato di aver violato le regole del pluralismo televisivo durante la messa in onda di alcune puntate di Annozero. E’ piuttosto curioso e quanto meno inopportuno, a mio parere, che l’accusa del Garante avvenga poco dopo la sentenza dei giudici della Corte di Giustizia Ue che, bocciando il metodo con cui in Italia vengono assegnate le frequenze televisive, di fatto ribadisce lo stato di illegalità in cui versa Rete4. L’emittente in questione, non troppo velatamente schierata col partito di Silvio Berlusconi, da anni occupa abusivamente l’etere televisivo. E mentre la propaganda di regime di Rete4, che non dovrebbe nemmeno trasmettere, martella ossessivamente le menti degli italiani (non mancando di sferzare violentemente e gratuitamente gli oppositori del suo signore e padrone Berlusconi), il Garante tenta, con affannoso accanimento, di “imbavagliare”, o quanto meno intimidire, una delle poche voci libere rimasteci.
Sveglia Calabrò (il Garante di cui sopra, n.d.r.)! La trave di Rete4, da troppo tempo negli occhi dei telespettatori italiani, procura molto più dolore!

29/01/2008

La statua parlante

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i narra che Michelangelo Buonarroti, frustrato da tanta perfezione, scagliò il proprio martello sul ginocchio del suo Mosè, esclamando la celebre frase “perché non parli?”. Osservando il sorprendente realismo delle forme di questa straordinaria opera scultorea, verrebbe da pensare che il dono della parola sia effettivamente quell’unico, piccolo dettaglio mancante per renderla perfetta.

Tuttavia, qualche sera fa, a casa di amici, sono venuto a sapere (per la prima volta in più di dieci anni che vivo a Roma) dell’esistenza nella Capitale di una serie di statue, invece, piuttosto “loquaci”. Proprio così, sono le cosiddette statue parlanti, delle quali la più famosa è, senza dubbio, quella di Pasquino, ubicata nella piazzetta omonima a pochi metri dalla celeberrima piazza Navona.

5148c7bf331240fdde6f70ea1b73dd05.jpgLa scultura di Pasquino, dagli incerti natali, divenne una figura caratteristica di Roma tra il secolo XVI ed il XIX: ai piedi della statua, ma più spesso al collo, si appendevano nottetempo fogli contenenti satira in versi diretta a pungere anonimamente i personaggi pubblici più importanti, papi compresi. Erano le cosiddette "pasquinate", dalle quali emergeva, non senza un certo spirito di sfida, il malumore popolare nei confronti del potere e l'avversione alla corruzione ed all'arroganza dei suoi rappresentanti. Una sorta di “blog” ante litteram, attraverso il quale la popolazione dava libero sfogo alle proprie opinioni. Col passare degli anni, tuttavia, la statua di Pasquino smise di esternare i suoi pensieri. Tacque e dei fogli affissi non si ebbe più traccia. Riapparvero saltuariamente, durante il fascismo, in occasione della visita di Hitler a Roma, e in tempi più recenti, quando Mikail Gorbaciov fu ospite nella Capitale.

Nel corso della medesima serata, in cui seppi del loquace Pasquino, si finì per parlare degli innumerevoli problemi che affliggono il nostro Paese: la precarietà, la corruzione della politica, il caro vita, così, tanto per deprimerci un po’. Certo, ho pensato, è vero che la tecnologia moderna (internet con i suoi blog, i telefoni cellulari con gli SMS, ecc.) ha reso obsoleti i bigliettini cartacei e l’inchiostro delle penne, ma trovo molto strana, visto il punto a cui siamo arrivati qua in Italia, la prolungata assenza delle popolari “pasquinate”.  Ce ne sarebbero di cose da (ri)dire, a proposito della nostra classe dirigente, dei potenti, dei padroni sfruttatori. Verrebbe proprio da urlargli: “ve ne dovete da anna’, ce cominceno a gira’!”. Ma Pasquino tace. Non parla più. Forse s’è stancato de tutta ‘sta zozzeria. A’ Pasqui’, dicce un po': perché nun parli?

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20/01/2008

"La Sapienza" mutilata

3d83cd278cda5a32e57ed75518524ec5.jpgGiovedì scorso coloro che si battono per la laicità dello Stato italiano hanno perso un'ottima occasione per far valere le loro idee sacrosante. La bagarre suscitata dalla mancata presenza del Papa alla cerimonia inaugurale dell'anno accademico a "La Sapienza", a cui bisogna certamente aggiungere il falso vittimismo dello stesso Ratzinger, che ha ritenuto opportuno soprassedere a tale partecipazione (guarda caso, dopo che il rettore dell'università Guarini aveva acconsentito al sit-in di protesta degli studenti, e nonostante le assicurazioni del ministro degli Interni sulla sua "santa" incolumità), hanno gravemente nuociuto alla già vilipesa democrazia del nostro Paese. E, si badi bene, le vittime sono ancora una volta i laici, ora accusati, da chi osteggia l'illuminismo e la razionalità, di intolleranza e fondamentalismo. Perché agli occhi dell'opinione pubblica (tenuta all'oscuro dalla propaganda mediatica politico-ecclesiastico-mafiosa) sono loro i veri "mostri", quelli che non rispettano le opinioni altrui, gli anti-clericali sanguinari, mentre il Santo Padre, che impone la propria fede ad uno stato laico e multi-etnico, merita, invece, tutta la solidarietà e protezione. 

Ratzinger doveva venire a "La Sapienza"! Avrebbe dovuto esporre le sue idee oscurantiste, retrograde e reazionarie! Sarebbe stato costretto, perlomeno, a confrontarsi. Se avesse partecipato, non avrebbe più potuto sottrarsi alle obiezioni mossegli da quei docenti che lo criticano proprio per le sue "inquietanti" idee sulla scienza e sulla ragione. Ma è ben noto che la storia non si fa con i "se".

Il rettore Guarini, però, ha già rinnovato a Papa Ratzinger l'invito a presiedere all'università. I laici che sono all'ascolto farebbero bene a non farsi scappare quest'altra ghiotta occasione. Fino ad allora "La Sapienza" non potrà far altro che leccarsi le dolorose ferite.

17/01/2008

"Eppur si Evolve"

In Italia correva l’anno del Signore 2008, quando i “frutti” del secolare sodalizio politico-ecclesiastico-mafioso cominciarono ad affiorare alla luce del sole. Tangibili, per le strade. In Campania. Anni di malgoverno, di corruzione istituzionale, di estorsioni e soprusi ai danni della popolazione, hanno portato al collasso del sistema igienico-sanitario, produttivo ed economico di questa fertile regione. Tutto il mondo osservava con orrore la devastazione e lo scempio di questo straordinario territorio, in passato noto come fautore di cultura e benessere.

Come se non dovesse bastare, alcuni giorni prima, questa volta nel nord d’Italia, un incendio colpiva una fabbrica di proprietà di una multinazionale, bruciando vivi coloro che vi lavoravano.

E mentre la Chiesa scagliava strali contro l’abuso delle pratiche abortive, il relativismo laico e la scienza moderna, quali strumenti del demonio, corruttori dell’animo umano, in Italia le condizioni di vita dei propri abitanti precipitavano inesorabilmente.

L’Italia, l’unico stato occidentale in cui le leggi sono “commissionate” da un’istituzione religiosa (per giunta risiedente in uno Stato estero)! Un’istituzione che promette di parlare alle coscienze, ma poi finisce sovente per sfociare nel terreno della politica e del potere temporale, imponendo il proprio credo a tal punto da trasformare in obblighi legali i suoi precetti di fede. Un’istituzione sempre più lontana dai problemi e dai bisogni dell’uomo, che opprime i deboli e i diversi e che, soprattutto, si guarda bene dall’ostacolare i poteri forti che sfruttano e saccheggiano la popolazione inerme. 

 

Ma andiamo a vedere quali sarebbero, secondo la Chiesa, le incombenti minacce dalle quali l’Umanità dovrebbe guardarsi:

 

non la GUERRA, bensì l’aborto

non la MAFIA, ma la scienza moderna 

non la DISCRIMINAZIONE DELLE DIVERSITA’, ma il relativismo laico

non la VIOLENZA SUI BAMBINI, piuttosto l’integrità dell’embrione

non la CORRUZIONE DELLA POLITICA, bensì il divorzio

non le MORTI SUL LAVORO, ma l’eutanasia

non la DEVASTAZIONE DELL’AMBIENTE, ma l’omosessualità

 

Non c’è da stupirsi, allora, se vengono negati i funerali cattolici a coloro che, ridotti allo stato vegetale, chiedono di farla finita. Al contrario, la Chiesa non ha mai rifiutato di officiare il rito religioso quando a crepare erano i mafiosi o i dittatori sanguinari. E ancora: i divorziati non possono prendere la comunione, ma i preti pedofili, non solo non vengono scomunicati, ma possono continuare a celebrare la messa!

Adesso il mondo cattolico si sta prodigando per una moratoria universale dell’aborto, ma non ha mosso un dito per spingere la comunità internazionale verso l’abolizione della pena di morte.

af6fbf749251897f7bc25b6e7dd09241.jpgPertanto, se vi state chiedendo perché mai debba essere considerata inopportuna la presenza del Papa alla cerimonia ufficiale di inaugurazione dell’anno accademico dell’università laica “La Sapienza”, fareste bene a sforzare un po’ la vostra memoria e richiamare alla mente i disastri che nei secoli la Chiesa ha prodotto nel nostro Paese: basti pensare agli accordi politici stipulati con i fascisti o al connubio con i loschi affari delle organizzazioni mafiose. E’ troppo comodo cospargersi il capo di cenere e chiedere perdono per i crimini atroci commessi nei secoli addietro.

E poi, magari, c’è chi si indigna per il mancato richiamo alle radici cristiane nella carta costituzionale dell’Europa unita: quel poco di civile, di culturalmente avanzato, quel rispetto per l’uomo in quanto essere che nasce libero, lo dobbiamo, piuttosto, all’antica cultura ellenica, che ha gettato le basi della scienza attuale, della tecnologia e della filosofia o alla cultura romana, che ha fondato i pilastri del diritto moderno.

fcf9f9330c81d560bf3914998b8febe4.jpgL’avvento del cattolicesimo, l’acquisizione e il consolidamento del potere economico e politico da parte della Chiesa hanno rappresentato, al contrario, un freno allo sviluppo e al progresso civile, scientifico e morale dell’umanità. Molte delle scoperte scientifiche fatte nell’antichità sono state occultate e, in taluni casi, addirittura cancellate, perché erano in contrasto con i precetti della cristianità: la pena prevista per la diffusione delle osteggiate scoperte scientifiche era l’accusa di eresia, la tortura e, infine, la morte. (E’ piuttosto ironico constatare come i perseguitati del passato siano i persecutori di oggi!) eadf06bd41dbcb622aa9fcd93825ce15.jpgGalileo Galilei fu costretto all’abiura: nel corso del processo egli, che era già malato e fu ad un certo punto minacciato di tortura, negò perfino di aver mai abbracciato la dottrina copernicana, nonostante l'evidenza di ciò che aveva scritto nel Dialogo, e si dichiarò disposto ad aggiungere dei capitoli per confutare Copernico, ma l'Inquisizione non tenne in considerazione questa offerta di Galileo (wikipedia). Il 15 marzo 1990 a Parma, l’allora cardinale Joseph Ratzinger reputava “razionale e giusta” la sentenza di condanna di Galileo.

Oggi, invece, sul banco degli imputati di eresia ci sono i biologi molecolari, gli evoluzionisti, i genetisti e la teoria darwiniana dell’evoluzione. La Chiesa, infatti, contravvenendo alla promessa di non imporre la fede cattolica, ha intensificato negli ultimi anni, le pressioni per l’abolizione dell’insegnamento delle teorie evoluzionistiche nelle scuole dell’obbligo: è come se si obbligasse gli studenti delle scuole medie a considerare la teoria tolemaica veritiera quanto quella copernicana (!) (Salvo poi restare sconcertati dal fatto che gli sciagurati alunni non conoscano il perché dell’alternarsi tra il giorno e la notte). Ma siate fiduciosi, vedrete che nel 2500, colui che siederà al soglio pontificio saprà trovare una scusa plausibile per implorare il perdono per questa ennesima discriminazione culturale.

Purtroppo la secolarizzazione della Santa Romana Chiesa, per definizione, non prevede che ci sia un’evoluzione. Nel modo di pensare o di vivere. Se fosse per essa, i dissidenti della sua dottrina verrebbero ancora arsi vivi nelle pubbliche piazze. La Chiesa, oltretutto, teme il confronto con le altre culture. Perché si sa, il confronto porta spesso al cambiamento. Spinge ad evolversi. Essa non è in grado di adattarsi ai cambiamenti culturali e sociali.

73d51d346779d4b0ba7b447d7e30e5a8.jpgL’Uomo, in quanto essere vivente, tuttavia, si evolve. Eccome se si evolve. Lo fa a piccoli, passi, un po’ per volta. E si può star certi che ogni singolo passo farà sì che egli possa superare anche le difficoltà più insormontabili. In una parola: adattarsi. Perché la Natura, questa straordinaria opera divina, non seleziona il più forte (come molti cattolici credono, mal interpretando le parole di C. Darwin), bensì il più adatto.

 

19:40 Scritto da: iagodalbuio in sfoghi | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | Tag: religione, ratzinger, darwin, galileo, sapienza | OKNOtizie |  Facebook

06/01/2008

Goliath the Soothsayer

Nello scusarmi per la prolungata assenza di nuovi post, vi voglio regalare questo giochino trovato di recente in rete. Buona Befana a tutti!

Play Goliath the Soothsayer

14:45 Scritto da: iagodalbuio in videogiochi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: giochi, flash | OKNOtizie |  Facebook

10/12/2007

Camina


Da 'n coppa all 'uorte

sembrava na furmica

pe ru tratture.

Annanze e arrète

matina e sera:

a scegne la matina,

a renchianà la sera

sudate e stanche,

la zappa 'n cuolle

e pède nnanze pède, tranche tranche.

 086dd967cab61253e1d2bd374ca2bb28.jpg

Zì Minche, è calle. 

Frische è ru sciume.

Zì Minche, è fridde.

Zappe e me scalle.

D'estate e dentr'a vierne,

sempre la stessa via,

isse, la zappa e la fatìa.

  

Na vota I'anne

'n coppa a le spalle

nu sacchitte de grane:

lu tuozze de pane.

La zappa pe magnà,

lu pane pe zappà.

Può na bella matina

Zì Minche sbagliatte la via,

pigliatte chella de Santa Lucia 

purtate a quattre.

di Eugenio Cirese, Poeta del Molise. 

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08/12/2007

Starving the Beast!

023216eb1642a674bc55c1e66e540baf.jpgItaliani, sono spiacente di comunicarvi che la produttività nazionale è al palo! Sì cari lettori, proprio così: nel nostro "straordinario" Paese le povere aziende fanno fatica a tenere il passo dei colossi economici europei, ma quel che è peggio non riescono più a far fronte alla spietata concorrenza dei paesi emergenti dell'Est Europa, della Cina e dell'India. Il presidente di Confindustria Montezemolo, dal canto suo, quando non si lamenta per l'assenteismo dilagante nel Bel Paese, protesta per l'inattività del governo attuale e di quelli che, secondo lui, hanno guidato l'Italia negli ultimi 12 anni, senza apportare quelle modifiche “strutturali” tanto necessarie per rilanciare l’economia della nazione. E in effetti come dargli torto?!

La legge sul rientro dei capitali in nero dall’estero, la depenalizzazione del falso in bilancio, e di altri reati finanziari, gli sgravi e i condoni fiscali per le aziende, la legge “Biagi” per aumentare la flessibilità (lèggi “precarietà”) dei lavoratori, non sono servite a nulla! L’economia è ferma! Serve qualcosa di più incisivo. Ma cosa?! Cosa vorrebbe Montezemolo? Legalizzare forse il caporalato e far sprofondare l’Italia in un moderno feudalesimo?

Le leggi sopra citate, tutte a favore delle imprese e non certo a vantaggio dello “Stato Sociale”, un effetto però l’hanno prodotto. Hanno, infatti, arricchito i grandi capitali e gli speculatori, ma al contempo hanno determinato il crollo dei salari e la precarietà; hanno favorito le morti sul lavoro, perché le imprese, sapendo di farla franca, continuano ad assumere “in nero” e senza alcuna tutela i propri dipendenti. Inoltre, la depenalizzazione dei reati finanziari ed ambientali, oltre ad incentivare le speculazioni economiche ed edilizie, ha innalzato il livello di corruzione e rafforzato la criminalità organizzata (che ha sempre più interessi legati all’alta finanza) e delle aziende ad essa colluse.

Certo, si potrebbe "promuovere" l'evasione fiscale, come fece il presidente del consiglio precedente! Questo sì che sarebbe di grande aiuto alle imprese! Del resto, alle aziende conviene assai più pagare il pizzo alla Camorra, o alla Mafia, o alla ‘Ndrangheta, piuttosto che pagare le tasse allo Stato italiano. Perché, se non paghi le tasse puoi dormire sonni tranquilli in attesa del prossimo condono tombale. Ma se non paghi il pizzo, beh, di tombale ti attende qualcos'altro! Purtroppo però, il costo del pizzo finisce quasi sempre per gravare sulle spalle dei cittadini onesti, non certo sulle imprese che lo foraggiano. Perché il pagamento del pizzo alla Mafia si tramuta nell'incremento ingiustificato dei prezzi al dettaglio e nel disfacimento delle infrastrutture (basti guardare a come è ridotta la sanità pubblica o in quali condizioni versa da anni il tratto autostradale SA-RC): in altre parole, si traduce in maggiore povertà.

Vogliamo parlare poi di tutte quelle iniziative a vantaggio della FIAT, come l’incentivazione all’uso delle automobili, anziché, vista l’ascesa vertiginosa del prezzo del petrolio e l’incremento della “flessibilità” lavorativa, convogliare le risorse economiche per promuovere l’uso dei mezzi di trasporto pubblico, oramai al collasso?

348eea21748e2223c8dc2dd390401133.jpgE allora, cari italiani e spettabili aziende, non sarà forse che il problema della scarsa produttività di questo nostro sfortunato Paese debba imputarsi al fatto che i lavoratori non ce la fanno ad arrivare a fine mese, perché non restano più i soldi per far fronte alle spese quotidiane? E che questa povertà dilagante si rifletta poi sul mercato economico determinando il crollo dei consumi e il conseguente freno alla produzione? Presidente Montezemolo, davvero Lei crede che gli italiani siano ancora disposti ad immolarsi sull’altare del PIL? Un detto recita che bisogna affamare la bestia perché produca di più. Il rischio che si corre però è che essa finisca per divorare il proprio padrone!

 

22:05 Scritto da: iagodalbuio in sfoghi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: precariato, mafia, fiat, montezemolo | OKNOtizie |  Facebook

24/11/2007

Notte Santa

Ad un mese esatto dalla vigilia di Natale, ecco a voi il mio primo video pubblicato su YouTube! Un ringraziamento particolare va a Guido, Aldo, Hans e Michel. Ah, dimenticavo: grazie anche a ProShow Gold ;)

 

 

20:35 Scritto da: iagodalbuio in video | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: natività, natale, notte santa, gozzano, poesia | OKNOtizie |  Facebook

21/11/2007

Non desiderare la donna d'altri

 

“È difficile non desiderare la donna d'altri, dato che quelle di nessuno, di solito, sono poco attraenti”

-Enzo Biagi-

 

Beh, dopo aver visto una delle ultime interviste rilasciate dal compianto Enzo Biagi, ho avuto un’altra conferma di una mia vecchia teoria sulle relazioni tra uomini e donne. Se avete qualche secondo per leggere questo post, mi piacerebbe spiegarvela. E’ assai semplice, oserei dire quasi banale.

cf1e4e9e8428313e40cb2a178b35759f.jpgE’ assodato che ogni uomo desideri conquistare una donna che sia bella, intelligente, simpatica, premurosa, sexy, comprensiva, e potrei continuare per ore a snocciolarvi una lunga serie di qualità femminili. Ora, il punto è questo: più una donna risponde a queste caratteristiche, maggiore sarà la probabilità che essa sia già, per così dire, “prenotata” da qualcun altro. Questa ovvia osservazione produce un’altrettanto ovvia conseguenza, e cioè che, se un uomo finisce per invaghirsi di una donna con tali requisiti, quasi sicuramente dovrà mettere in conto di doverla “rubare” a qualcun altro. Pertanto le opzioni a sua disposizione sono due, ma entrambe richiedono un certo grado di ostinazione: 

  1. Aspettare pazientemente che la storia tra i due finisca, per poi passare all’attacco non appena se ne presenta l’occasione.
  2. Farle una corte spietata, incurante del fatto che la “malcapitata” sia già di un altro, cercando di dimostrarle d’essere egli il migliore.

Quindi cari amici maschi, la vita, per quelli che non si accontentano, si tramuta in una lunga, continua lotta! E voi, piuttosto, se vi invaghiste della donna di un altro, come vi comportereste? Preferireste defilarvi, evitando di complicarvi l’esistenza, o andreste fino in fondo alla questione? Beh, se propendete per la seconda delle ipotesi, allora credo che ne vale proprio la pena!

Avvertenza: è possibile ragionare anche a parti invertite, cioè dove è la donna colei che cerca di strappare l’oggetto del proprio desiderio dalle braccia di un’altra, ma in linea di massima quella sopra elencata è un’eventualità che credo capiti più di frequente ai maschi della nostra specie (vedi “lotta per il territorio”, “competizione per le femmine”, “selezione intrasessuale”, ecc.)

22:40 Scritto da: iagodalbuio in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

17/11/2007

Sadico? No, giornalista!

28efc3d09c4fcbc99023f9850f1163bf.jpgQualche sera fa, nell’edizione delle 19 del Tg3, è andata in onda una notizia agghiacciante. Il 31 ottobre scorso una ragazza marocchina di 16 anni, Sara Hamid, muore schiacciata da un autobus: tra coloro che accorsero sul luogo della tragedia, alcuni scoppiarono a piangere, altri svennero per la scena raccapricciante. Ma un nutrito gruppo di compagni di scuola della povera ragazza, impassibile di fronte a tanto orrore, filmò e fotografò con i cellulari quei momenti strazianti e la giovane con la testa sfondata. Nel servizio andato in onda si sottolineava, giustamente, il sadismo di un comportamento così aberrante e la conseguente “degenerazione delle relazioni umane di molti adolescenti”.

Ma poco dopo, nella stessa edizione della testata giornalistica di Rai3, venivano trasmesse le scene, anche queste riprese con un videofonino, dell’uccisione di Robert Dziekanski all’aeroporto canadese di Vancouver: le immagini scioccanti mostrano gli ultimi istanti di vita dell’uomo, in preda agli spasmi nervosi prodotti dalle pistole taser (che emettono potenti scariche elettriche) della polizia canadese, intervenuta per “sedarlo”. Le scene sono andate in onda, senza alcun avvertimento da parte del giornalista in studio sulla loro crudezza, violenza e “sadismo”, e per giunta in piena fascia “protetta”. Bell’insegnamento per i nostri giovani scolaretti, poco prima ammoniti sul pericolo di una “degenerazione delle loro relazioni umane”, ma dopo pochi secondi invitati a “gustare” le immagini di un vero e proprio snuff movie! In effetti, l’insegnamento che possono trarre quei ragazzini che hanno filmato il cadavere mutilato di Sara, è che, alla prossima occasione, sarebbe meglio non tenere per sé i propri video, ma venderne i diritti a qualche Tg nazionale: non si parlerebbe più di istinto sadico, ma di un gran fiuto per gli affari!

12:00 Scritto da: iagodalbuio in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: televisione, notizie, youtube | OKNOtizie |  Facebook

13/11/2007

Lo "Stadio" di Diritto

008cbc920e7b17f559af30d9db8d132b.jpgUn osservatore estraneo alle vicende italiane, che vedesse quello che, troppo spesso, accade prima, dopo e durante una partita di calcio, concluderebbe, certamente, che siamo un popolo straordinario. Penserebbe: “Guardali! Come si battono per la loro squadra di calcio; per difendere il loro diritto di tifare negli stadi. Certo sono un tantino esuberanti, ma che organizzazione! Che spirito di iniziativa e che veemenza! Chissà cosa sarebbero disposti a fare se venissero calpestati diritti, assai più elementari, come l’occupazione, l’istruzione, la casa, la libertà di espressione, la legalità?” Beh, il nostro ipotetico osservatore rimarrebbe assai deluso dalla risposta al suo quesito. Niente! Nulla di clamoroso, solo tiepidi e patetici tentativi di protesta (ricordate i girotondini?), se si eccettua l’incredibile mobilitazione, per altro assolutamente pacifica e civile, prodotta dal V-Day di Beppe Grillo. ab1b71c11f6ab5a865f6b63ac447859d.jpgNon voglio certo incitarvi alla guerriglia, ma vi ricordate cosa successe in Francia quando il governo transalpino decise di approvare una legge sul pubblico impiego, al cui confronto la legge “Biagi” è da schiavismo coloniale? www.globalproject.info/art-7950.html Il link vi rinfrescherà la memoria, ma il succo di quanto accadde fu che gli studenti francesi misero a ferro e fuoco le università, sì da costringere il loro governo ad un drastico dietro-front.

Quello che è accaduto domenica scorsa, l’uccisione di un giovane tifoso, in un autogrill vicino Arezzo per mano di un negligente (o fanatico, ma sarà la magistratura a dimostrarlo) poliziotto, è folle e inquietante, ma non giustifica in alcun modo una reazione spropositata, come gli atti di guerriglia urbana verificatisi a Roma, Bergamo, Taranto e Milano la sera stessa dell’omicidio. e297ff313be5e5933ae75670ca624a8d.jpgCosa sarebbe dovuto accadere, allora, se le forze di polizia avessero, scientemente, assaltato una scuola, e pestato a sangue gli inermi manifestanti rifugiatisi al suo interno, in un’operazione che qualcuno potrebbe definire degna di una “macelleria messicana”? E avessero, successivamente, deportato questi ultimi in una caserma per torturarli e umiliarli e, ancora, non paghi, avessero deliberatamente creato prove artefatte, come bottiglie Molotov da piazzare nella scuola per incastrare quei poveri malcapitati, calpestando ripetutamente lo Stato di Diritto? Ripeto: cosa sarebbe dovuto accadere? La risposta, cari amici, la sapete già: NIENTE!

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Fatti_del_G8_di_Genova

 

 

(a coloro che si battono per lo Stato di Diritto)

12/11/2007

Riflessioni sulla Rete

Alcune riflessioni sull'omicidio della giovane studentessa inglese a Perugia e sull'uso (improprio) di Internet.

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Dopo quello che è accaduto a Perugia adesso è tutto uno scagliarsi contro i blog, YouTube e quant’altro abbia a che fare con la Rete. E, del resto, la storia si ripete: qualche decennio fa, se non ricordo male, i “benpensanti” (nonché ipocriti e bacchettoni) se la prendevano con il Rock’n’Roll; negli anni 80, gli stessi accusavano i cartoni animati giapponesi di instillare nei loro piccoli figlioli inquietanti sentimenti omicidi, e si potrebbe continuare oltre fino alla dura e cruda attualità.

Ma ciò che questi bigotti non riescono a voler capire è che, come sempre accade (ed è quasi banale ribatterlo) il problema non è mai nel “mezzo” ma è dentro colui che ne fa uso. Una brillante riflessione su questa secolare confusione tra strumento di comunicazione (sia esso cinema, musica ecc.) e violenza sociale, ci viene da un genio del nostro secolo: Alfred Hitchcock.

bf32b126677364d07a5657b9873a24d4.gifQuando uscì il film Psycho l’opinione pubblica accusò il Maestro del thriller di provocare, attraverso i suoi film, istinti brutali nella popolazione: tale infelice constatazione scaturiva da alcuni violenti fatti di cronaca avvenuti negli Stati Uniti, i quali ricalcavano a grandi linee i crimini raccontati nelle opere di Hitchcock. Ebbene, un bel giorno un bambino incontrò il grande Maestro e gli chiese se, nella celeberrima scena della doccia del film Psycho, avesse utilizzato del sangue di pollo, e Hitchcock gli rispose che, invece, aveva optato per dello sciroppo di cioccolato. Ora, l’insegnamento che è bene trarre da questo fugace incontro tra Sir Alfred Hitchcock e quel (non tanto ingenuo) bambino, è che quest’ultimo aveva ben chiaro il significato di “finzione cinematografica”: il bambino sapeva, a differenza di adulti ben più istruiti di lui, che la violenza rappresentata nel film era frutto dell’ingegno del regista e della sua abilità di “ricreare” scene verosimili alla realtà. Ma, soprattutto, egli era conscio che quel film non era “La Realtà”. Quest’illuminante aneddoto ci spiega, pertanto, che l’anomalia non è mai nel mezzo a nostra disposizione, ma risiede nella mente di chi lo adopera e dell’uso che se ne fa.

8be599d9a3bdce3a3081f955ae5ddcb9.gifTornando ai fatti di Perugia, alcuni hanno puntato il dito sui bloggers e sull’uso spregiudicato della Rete, come fonte di “strane” ispirazioni, che hanno come fine ultimo il compimento di atti al limite del lecito. Per costoro, invece, è del tutto normale se uno degli indiziati per l’omicidio della studentessa inglese ha il tranquillo “hobby” di collezionare armi e, in particolare, minacciosi coltelli a serramanico che egli porta sempre con sé! Scusatemi, come vedete sono caduto anch’io nei pregiudizi da benpensante: ovviamente il male non è nel coltello a serramanico di per sé, ma nell’uso che ne se ne fa di quest’ultimo. Per cui, da adesso in poi, guardatevi bene dal demonizzare i coltelli a serramanico, mi raccomando. In effetti anche un mio amico di Spoleto (PG) gira sempre con un coltello di quel tipo. Lui lo utilizza quando va a pranzo alla mensa dell’università: sia ben chiaro, mica per sgozzare fanciulle indifese?! Ma per sbucciare le mele.