03/04/2008

I parassiti

afacb82fae4db624ddf662813050a285.jpgQual è la minaccia del momento? Lo spettro che atterrisce i sogni degli italiani? L’orco abominevole della politica italiana? E’ l’Inciucio: il tanto temuto accordo tra i leader dei due grandi schieramenti che si affrontano in questa patetica campagna elettorale. Sembrerebbe, infatti, che l’orco chiamato Veltrusconi sia il peggior male che possa capitare in una democrazia, anche in una malconcia come quella italiana.

Ciononostante, non credo che tutti gli inciuci vengano per nuocere. Ritengo, infatti, che se l’accordo Veltrusconico avrà come fine ultimo l’approvazione di quelle leggi fondamentali in grado di risollevare l’economia e il benessere del nostro Paese (come l’aumento dei salari, la stabilizzazione del precariato, la tutela della sicurezza sul posto lavoro e nelle strade, il potenziamento delle infrastrutture e la lotta alla mafia e all’evasione fiscale), allora il tanto “odiato” Inciucio potrà essere davvero l’ultima speranza di svolta per la politica e per la vita italiana.

65c1f1fb1c57d2f02562acfb6c48f6bb.jpgFinora i nostri politici e amministratori locali hanno semplicemente parassitato l’Italia: hanno assorbito le risorse materiali ed umane di questo Paese, con stipendi da sceicchi arabi (la retribuzione più alta d’Europa!), rubando i soldi delle nostre tasse e i miliardi di euro stanziati dall’UE per l’attuazione di quelle indispensabili riforme strutturali. Se mentre intascavano mazzette, arricchendosi a spese nostre, avessero anche migliorato le condizioni di vita in Italia, forse nessuno se ne sarebbe accorto e avrebbe finito perfino per tollerare un simile livello di corruzione. Ma nulla di ciò è accaduto: hanno sperperato ogni centesimo per i loro vili interessi privati, mentre la sanità, l’istruzione, la sicurezza pubblica italiana precipitavano miserabilmente verso il degrado.

I politici italiani si sono comportati come un parassita molto stupido: nel mondo animale e vegetale, infatti, i parassiti cercano (quasi sempre) di mantenere in vita l’organismo che li ospita, evitando di ucciderlo, perché ciò comporterebbe con molta probabilità la loro stessa fine. L’Italia, invece, è allo stremo: è come un organismo che ha esaurito tutte le risorse per la sua sopravvivenza, corroso all’osso da una gestione politica criminosa.

0135ee2687a4bbdc4b1a095bc601ffbc.jpgIn natura quando un parassita capisce che il suo ospite ha le ore contate, cerca un altro individuo da parassitare, garantendo in tal modo il prosieguo della sua specie. Per loro grande sfortuna, i nostri governanti, quando non avranno più di che nutrirsi perché agli italiani non saranno rimasti nemmeno gli occhi per piangere (e questa triste eventualità non è lontana dal verificarsi), faranno molta fatica a trovare un’altra nazione tanto stupida da farsi da loro parassitare.

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15/03/2008

La Seconda Guerra Civile Italiana

feb587af16dd25c3f290e09cb337fdea.jpgO forse sarebbe più corretto chiamarla “terza” guerra civile. La prima, infatti, fu combattuta all’indomani della fondazione della Repubblica Sociale Italiana ad opera di Mussolini, e vide contrapposti i fascio-nazisti alla Resistenza partigiana. La seconda, definita dal presidente della cosiddetta Commissione Stragi, Pellegrino, guerra civile a “bassa intensità”, si verificò, invece, durante gli “anni di piombo”, come effetto collaterale della Guerra Fredda e di quella “strategia della tensione”, messa in atto dai Servizi Segreti dei due blocchi che all’epoca si contrapponevano.

La terza, ultima in ordine di tempo, è quella che si combatte tutt’ora. Ogni giorno che passa. E forse dalla stagione di “Mani Pulite”, non ha mai cessato di mietere vittime. Questo decennale conflitto che imperversa sul nostro territorio vede fronteggiarsi coloro che si battono per la legalità e per la salvaguardia dei diritti umani, contro i disonesti: quelli che corrompono e/o che si fanno corrompere; quelli che compiono continui soprusi ai danni dei più deboli ed indifesi; gli evasori, i torturatori, i piduisti, i prescritti e i concussori.

E’ una lotta senza tregua, una battaglia per certi versi impari, perché chi dovrebbe garantire il rispetto della legalità, e vale a dire i nostri legislatori, è troppo spesso colluso con i malfattori: ne agevolano l’operato, attraverso la promulgazione di leggi che impediscono a chi si macchia di tali gravi delitti di pagarne lo scotto. Perciò, in questo “Paese di Acchiappacitrulli”, dove delinquere conviene e il crimine contrariamente paga, la gente perbene è sovente destinata a soccombere.

Tra le file degli onesti si registrano quotidianamente feriti e caduti: quelli che periscono sul lavoro, per il mancato rispetto delle norme di sicurezza; i derubati di ogni risparmio da banchieri e finanzieri senza scrupoli; quelli che si ammalano di tumore e, troppo spesso, muoiono per le scorie nocive, scaricate sulle loro terre da imprenditori criminali; i caduti per mano della mafia, armata da chi finge di combatterla. D’altro canto, gli onesti, non possono nemmeno giovarsi della protezione di un’informazione obiettiva ed imparziale, tipica delle nazioni civilizzate. Perché quello che dovrebbe essere l’ultimo baluardo contro i soprusi è ormai asservito alle logiche del potere e della ricerca del profitto ad ogni costo.

E’ davvero una lotta impari.

 

Dedicato alle Vittime delle mafie 

21/11/2007

Non desiderare la donna d'altri

 

“È difficile non desiderare la donna d'altri, dato che quelle di nessuno, di solito, sono poco attraenti”

-Enzo Biagi-

 

Beh, dopo aver visto una delle ultime interviste rilasciate dal compianto Enzo Biagi, ho avuto un’altra conferma di una mia vecchia teoria sulle relazioni tra uomini e donne. Se avete qualche secondo per leggere questo post, mi piacerebbe spiegarvela. E’ assai semplice, oserei dire quasi banale.

cf1e4e9e8428313e40cb2a178b35759f.jpgE’ assodato che ogni uomo desideri conquistare una donna che sia bella, intelligente, simpatica, premurosa, sexy, comprensiva, e potrei continuare per ore a snocciolarvi una lunga serie di qualità femminili. Ora, il punto è questo: più una donna risponde a queste caratteristiche, maggiore sarà la probabilità che essa sia già, per così dire, “prenotata” da qualcun altro. Questa ovvia osservazione produce un’altrettanto ovvia conseguenza, e cioè che, se un uomo finisce per invaghirsi di una donna con tali requisiti, quasi sicuramente dovrà mettere in conto di doverla “rubare” a qualcun altro. Pertanto le opzioni a sua disposizione sono due, ma entrambe richiedono un certo grado di ostinazione: 

  1. Aspettare pazientemente che la storia tra i due finisca, per poi passare all’attacco non appena se ne presenta l’occasione.
  2. Farle una corte spietata, incurante del fatto che la “malcapitata” sia già di un altro, cercando di dimostrarle d’essere egli il migliore.

Quindi cari amici maschi, la vita, per quelli che non si accontentano, si tramuta in una lunga, continua lotta! E voi, piuttosto, se vi invaghiste della donna di un altro, come vi comportereste? Preferireste defilarvi, evitando di complicarvi l’esistenza, o andreste fino in fondo alla questione? Beh, se propendete per la seconda delle ipotesi, allora credo che ne vale proprio la pena!

Avvertenza: è possibile ragionare anche a parti invertite, cioè dove è la donna colei che cerca di strappare l’oggetto del proprio desiderio dalle braccia di un’altra, ma in linea di massima quella sopra elencata è un’eventualità che credo capiti più di frequente ai maschi della nostra specie (vedi “lotta per il territorio”, “competizione per le femmine”, “selezione intrasessuale”, ecc.)

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17/11/2007

Sadico? No, giornalista!

28efc3d09c4fcbc99023f9850f1163bf.jpgQualche sera fa, nell’edizione delle 19 del Tg3, è andata in onda una notizia agghiacciante. Il 31 ottobre scorso una ragazza marocchina di 16 anni, Sara Hamid, muore schiacciata da un autobus: tra coloro che accorsero sul luogo della tragedia, alcuni scoppiarono a piangere, altri svennero per la scena raccapricciante. Ma un nutrito gruppo di compagni di scuola della povera ragazza, impassibile di fronte a tanto orrore, filmò e fotografò con i cellulari quei momenti strazianti e la giovane con la testa sfondata. Nel servizio andato in onda si sottolineava, giustamente, il sadismo di un comportamento così aberrante e la conseguente “degenerazione delle relazioni umane di molti adolescenti”.

Ma poco dopo, nella stessa edizione della testata giornalistica di Rai3, venivano trasmesse le scene, anche queste riprese con un videofonino, dell’uccisione di Robert Dziekanski all’aeroporto canadese di Vancouver: le immagini scioccanti mostrano gli ultimi istanti di vita dell’uomo, in preda agli spasmi nervosi prodotti dalle pistole taser (che emettono potenti scariche elettriche) della polizia canadese, intervenuta per “sedarlo”. Le scene sono andate in onda, senza alcun avvertimento da parte del giornalista in studio sulla loro crudezza, violenza e “sadismo”, e per giunta in piena fascia “protetta”. Bell’insegnamento per i nostri giovani scolaretti, poco prima ammoniti sul pericolo di una “degenerazione delle loro relazioni umane”, ma dopo pochi secondi invitati a “gustare” le immagini di un vero e proprio snuff movie! In effetti, l’insegnamento che possono trarre quei ragazzini che hanno filmato il cadavere mutilato di Sara, è che, alla prossima occasione, sarebbe meglio non tenere per sé i propri video, ma venderne i diritti a qualche Tg nazionale: non si parlerebbe più di istinto sadico, ma di un gran fiuto per gli affari!

12:00 Scritto da: iagodalbuio in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: televisione, notizie, youtube | OKNOtizie |  Facebook