29/01/2008
La statua parlante
i narra che Michelangelo Buonarroti, frustrato da tanta perfezione, scagliò il proprio martello sul ginocchio del suo Mosè, esclamando la celebre frase “perché non parli?”. Osservando il sorprendente realismo delle forme di questa straordinaria opera scultorea, verrebbe da pensare che il dono della parola sia effettivamente quell’unico, piccolo dettaglio mancante per renderla perfetta.
Tuttavia, qualche sera fa, a casa di amici, sono venuto a sapere (per la prima volta in più di dieci anni che vivo a Roma) dell’esistenza nella Capitale di una serie di statue, invece, piuttosto “loquaci”. Proprio così, sono le cosiddette statue parlanti, delle quali la più famosa è, senza dubbio, quella di Pasquino, ubicata nella piazzetta omonima a pochi metri dalla celeberrima piazza Navona.
La scultura di Pasquino, dagli incerti natali, divenne una figura caratteristica di Roma tra il secolo XVI ed il XIX: ai piedi della statua, ma più spesso al collo, si appendevano nottetempo fogli contenenti satira in versi diretta a pungere anonimamente i personaggi pubblici più importanti, papi compresi. Erano le cosiddette "pasquinate", dalle quali emergeva, non senza un certo spirito di sfida, il malumore popolare nei confronti del potere e l'avversione alla corruzione ed all'arroganza dei suoi rappresentanti. Una sorta di “blog” ante litteram, attraverso il quale la popolazione dava libero sfogo alle proprie opinioni. Col passare degli anni, tuttavia, la statua di Pasquino smise di esternare i suoi pensieri. Tacque e dei fogli affissi non si ebbe più traccia. Riapparvero saltuariamente, durante il fascismo, in occasione della visita di Hitler a Roma, e in tempi più recenti, quando Mikail Gorbaciov fu ospite nella Capitale.
Nel corso della medesima serata, in cui seppi del loquace Pasquino, si finì per parlare degli innumerevoli problemi che affliggono il nostro Paese: la precarietà, la corruzione della politica, il caro vita, così, tanto per deprimerci un po’. Certo, ho pensato, è vero che la tecnologia moderna (internet con i suoi blog, i telefoni cellulari con gli SMS, ecc.) ha reso obsoleti i bigliettini cartacei e l’inchiostro delle penne, ma trovo molto strana, visto il punto a cui siamo arrivati qua in Italia, la prolungata assenza delle popolari “pasquinate”. Ce ne sarebbero di cose da (ri)dire, a proposito della nostra classe dirigente, dei potenti, dei padroni sfruttatori. Verrebbe proprio da urlargli: “ve ne dovete da anna’, ce cominceno a gira’!”. Ma Pasquino tace. Non parla più. Forse s’è stancato de tutta ‘sta zozzeria. A’ Pasqui’, dicce un po': perché nun parli?
21:05 Scritto da: iagodalbuio in sfoghi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pasquino, statua parlante, v-day | OKNOtizie |
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20/01/2008
"La Sapienza" mutilata
Giovedì scorso coloro che si battono per la laicità dello Stato italiano hanno perso un'ottima occasione per far valere le loro idee sacrosante. La bagarre suscitata dalla mancata presenza del Papa alla cerimonia inaugurale dell'anno accademico a "La Sapienza", a cui bisogna certamente aggiungere il falso vittimismo dello stesso Ratzinger, che ha ritenuto opportuno soprassedere a tale partecipazione (guarda caso, dopo che il rettore dell'università Guarini aveva acconsentito al sit-in di protesta degli studenti, e nonostante le assicurazioni del ministro degli Interni sulla sua "santa" incolumità), hanno gravemente nuociuto alla già vilipesa democrazia del nostro Paese. E, si badi bene, le vittime sono ancora una volta i laici, ora accusati, da chi osteggia l'illuminismo e la razionalità, di intolleranza e fondamentalismo. Perché agli occhi dell'opinione pubblica (tenuta all'oscuro dalla propaganda mediatica politico-ecclesiastico-mafiosa) sono loro i veri "mostri", quelli che non rispettano le opinioni altrui, gli anti-clericali sanguinari, mentre il Santo Padre, che impone la propria fede ad uno stato laico e multi-etnico, merita, invece, tutta la solidarietà e protezione.
Ratzinger doveva venire a "La Sapienza"! Avrebbe dovuto esporre le sue idee oscurantiste, retrograde e reazionarie! Sarebbe stato costretto, perlomeno, a confrontarsi. Se avesse partecipato, non avrebbe più potuto sottrarsi alle obiezioni mossegli da quei docenti che lo criticano proprio per le sue "inquietanti" idee sulla scienza e sulla ragione. Ma è ben noto che la storia non si fa con i "se".
Il rettore Guarini, però, ha già rinnovato a Papa Ratzinger l'invito a presiedere all'università. I laici che sono all'ascolto farebbero bene a non farsi scappare quest'altra ghiotta occasione. Fino ad allora "La Sapienza" non potrà far altro che leccarsi le dolorose ferite.
13:25 Scritto da: iagodalbuio in sfoghi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: la sapienza, ratzinger, propaganda, intolleranza | OKNOtizie |
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17/01/2008
"Eppur si Evolve"
In Italia correva l’anno del Signore 2008, quando i “frutti” del secolare sodalizio politico-ecclesiastico-mafioso cominciarono ad affiorare alla luce del sole. Tangibili, per le strade. In Campania. Anni di malgoverno, di corruzione istituzionale, di estorsioni e soprusi ai danni della popolazione, hanno portato al collasso del sistema igienico-sanitario, produttivo ed economico di questa fertile regione. Tutto il mondo osservava con orrore la devastazione e lo scempio di questo straordinario territorio, in passato noto come fautore di cultura e benessere.
Come se non dovesse bastare, alcuni giorni prima, questa volta nel nord d’Italia, un incendio colpiva una fabbrica di proprietà di una multinazionale, bruciando vivi coloro che vi lavoravano.
E mentre la Chiesa scagliava strali contro l’abuso delle pratiche abortive, il relativismo laico e la scienza moderna, quali strumenti del demonio, corruttori dell’animo umano, in Italia le condizioni di vita dei propri abitanti precipitavano inesorabilmente.
L’Italia, l’unico stato occidentale in cui le leggi sono “commissionate” da un’istituzione religiosa (per giunta risiedente in uno Stato estero)! Un’istituzione che promette di parlare alle coscienze, ma poi finisce sovente per sfociare nel terreno della politica e del potere temporale, imponendo il proprio credo a tal punto da trasformare in obblighi legali i suoi precetti di fede. Un’istituzione sempre più lontana dai problemi e dai bisogni dell’uomo, che opprime i deboli e i diversi e che, soprattutto, si guarda bene dall’ostacolare i poteri forti che sfruttano e saccheggiano la popolazione inerme.
Ma andiamo a vedere quali sarebbero, secondo la Chiesa, le incombenti minacce dalle quali l’Umanità dovrebbe guardarsi:
non la GUERRA, bensì l’aborto
non la MAFIA, ma la scienza moderna
non la DISCRIMINAZIONE DELLE DIVERSITA’, ma il relativismo laico
non la VIOLENZA SUI BAMBINI, piuttosto l’integrità dell’embrione
non la CORRUZIONE DELLA POLITICA, bensì il divorzio
non le MORTI SUL LAVORO, ma l’eutanasia
non la DEVASTAZIONE DELL’AMBIENTE, ma l’omosessualità
Non c’è da stupirsi, allora, se vengono negati i funerali cattolici a coloro che, ridotti allo stato vegetale, chiedono di farla finita. Al contrario, la Chiesa non ha mai rifiutato di officiare il rito religioso quando a crepare erano i mafiosi o i dittatori sanguinari. E ancora: i divorziati non possono prendere la comunione, ma i preti pedofili, non solo non vengono scomunicati, ma possono continuare a celebrare la messa!
Adesso il mondo cattolico si sta prodigando per una moratoria universale dell’aborto, ma non ha mosso un dito per spingere la comunità internazionale verso l’abolizione della pena di morte.
Pertanto, se vi state chiedendo perché mai debba essere considerata inopportuna la presenza del Papa alla cerimonia ufficiale di inaugurazione dell’anno accademico dell’università laica “La Sapienza”, fareste bene a sforzare un po’ la vostra memoria e richiamare alla mente i disastri che nei secoli la Chiesa ha prodotto nel nostro Paese: basti pensare agli accordi politici stipulati con i fascisti o al connubio con i loschi affari delle organizzazioni mafiose. E’ troppo comodo cospargersi il capo di cenere e chiedere perdono per i crimini atroci commessi nei secoli addietro.
E poi, magari, c’è chi si indigna per il mancato richiamo alle radici cristiane nella carta costituzionale dell’Europa unita: quel poco di civile, di culturalmente avanzato, quel rispetto per l’uomo in quanto essere che nasce libero, lo dobbiamo, piuttosto, all’antica cultura ellenica, che ha gettato le basi della scienza attuale, della tecnologia e della filosofia o alla cultura romana, che ha fondato i pilastri del diritto moderno.
L’avvento del cattolicesimo, l’acquisizione e il consolidamento del potere economico e politico da parte della Chiesa hanno rappresentato, al contrario, un freno allo sviluppo e al progresso civile, scientifico e morale dell’umanità. Molte delle scoperte scientifiche fatte nell’antichità sono state occultate e, in taluni casi, addirittura cancellate, perché erano in contrasto con i precetti della cristianità: la pena prevista per la diffusione delle osteggiate scoperte scientifiche era l’accusa di eresia, la tortura e, infine, la morte. (E’ piuttosto ironico constatare come i perseguitati del passato siano i persecutori di oggi!)
Galileo Galilei fu costretto all’abiura: nel corso del processo egli, che era già malato e fu ad un certo punto minacciato di tortura, negò perfino di aver mai abbracciato la dottrina copernicana, nonostante l'evidenza di ciò che aveva scritto nel Dialogo, e si dichiarò disposto ad aggiungere dei capitoli per confutare Copernico, ma l'Inquisizione non tenne in considerazione questa offerta di Galileo (wikipedia). Il 15 marzo 1990 a Parma, l’allora cardinale Joseph Ratzinger reputava “razionale e giusta” la sentenza di condanna di Galileo.
Oggi, invece, sul banco degli imputati di eresia ci sono i biologi molecolari, gli evoluzionisti, i genetisti e la teoria darwiniana dell’evoluzione. La Chiesa, infatti, contravvenendo alla promessa di non imporre la fede cattolica, ha intensificato negli ultimi anni, le pressioni per l’abolizione dell’insegnamento delle teorie evoluzionistiche nelle scuole dell’obbligo: è come se si obbligasse gli studenti delle scuole medie a considerare la teoria tolemaica veritiera quanto quella copernicana (!) (Salvo poi restare sconcertati dal fatto che gli sciagurati alunni non conoscano il perché dell’alternarsi tra il giorno e la notte). Ma siate fiduciosi, vedrete che nel 2500, colui che siederà al soglio pontificio saprà trovare una scusa plausibile per implorare il perdono per questa ennesima discriminazione culturale.
Purtroppo la secolarizzazione della Santa Romana Chiesa, per definizione, non prevede che ci sia un’evoluzione. Nel modo di pensare o di vivere. Se fosse per essa, i dissidenti della sua dottrina verrebbero ancora arsi vivi nelle pubbliche piazze. La Chiesa, oltretutto, teme il confronto con le altre culture. Perché si sa, il confronto porta spesso al cambiamento. Spinge ad evolversi. Essa non è in grado di adattarsi ai cambiamenti culturali e sociali.
L’Uomo, in quanto essere vivente, tuttavia, si evolve. Eccome se si evolve. Lo fa a piccoli, passi, un po’ per volta. E si può star certi che ogni singolo passo farà sì che egli possa superare anche le difficoltà più insormontabili. In una parola: adattarsi. Perché la Natura, questa straordinaria opera divina, non seleziona il più forte (come molti cattolici credono, mal interpretando le parole di C. Darwin), bensì il più adatto.
08/12/2007
Starving the Beast!
Italiani, sono spiacente di comunicarvi che la produttività nazionale è al palo! Sì cari lettori, proprio così: nel nostro "straordinario" Paese le povere aziende fanno fatica a tenere il passo dei colossi economici europei, ma quel che è peggio non riescono più a far fronte alla spietata concorrenza dei paesi emergenti dell'Est Europa, della Cina e dell'India. Il presidente di Confindustria Montezemolo, dal canto suo, quando non si lamenta per l'assenteismo dilagante nel Bel Paese, protesta per l'inattività del governo attuale e di quelli che, secondo lui, hanno guidato l'Italia negli ultimi 12 anni, senza apportare quelle modifiche “strutturali” tanto necessarie per rilanciare l’economia della nazione. E in effetti come dargli torto?!
La legge sul rientro dei capitali in nero dall’estero, la depenalizzazione del falso in bilancio, e di altri reati finanziari, gli sgravi e i condoni fiscali per le aziende, la legge “Biagi” per aumentare la flessibilità (lèggi “precarietà”) dei lavoratori, non sono servite a nulla! L’economia è ferma! Serve qualcosa di più incisivo. Ma cosa?! Cosa vorrebbe Montezemolo? Legalizzare forse il caporalato e far sprofondare l’Italia in un moderno feudalesimo?
Le leggi sopra citate, tutte a favore delle imprese e non certo a vantaggio dello “Stato Sociale”, un effetto però l’hanno prodotto. Hanno, infatti, arricchito i grandi capitali e gli speculatori, ma al contempo hanno determinato il crollo dei salari e la precarietà; hanno favorito le morti sul lavoro, perché le imprese, sapendo di farla franca, continuano ad assumere “in nero” e senza alcuna tutela i propri dipendenti. Inoltre, la depenalizzazione dei reati finanziari ed ambientali, oltre ad incentivare le speculazioni economiche ed edilizie, ha innalzato il livello di corruzione e rafforzato la criminalità organizzata (che ha sempre più interessi legati all’alta finanza) e delle aziende ad essa colluse.
Certo, si potrebbe "promuovere" l'evasione fiscale, come fece il presidente del consiglio precedente! Questo sì che sarebbe di grande aiuto alle imprese! Del resto, alle aziende conviene assai più pagare il pizzo alla Camorra, o alla Mafia, o alla ‘Ndrangheta, piuttosto che pagare le tasse allo Stato italiano. Perché, se non paghi le tasse puoi dormire sonni tranquilli in attesa del prossimo condono tombale. Ma se non paghi il pizzo, beh, di tombale ti attende qualcos'altro! Purtroppo però, il costo del pizzo finisce quasi sempre per gravare sulle spalle dei cittadini onesti, non certo sulle imprese che lo foraggiano. Perché il pagamento del pizzo alla Mafia si tramuta nell'incremento ingiustificato dei prezzi al dettaglio e nel disfacimento delle infrastrutture (basti guardare a come è ridotta la sanità pubblica o in quali condizioni versa da anni il tratto autostradale SA-RC): in altre parole, si traduce in maggiore povertà.
Vogliamo parlare poi di tutte quelle iniziative a vantaggio della FIAT, come l’incentivazione all’uso delle automobili, anziché, vista l’ascesa vertiginosa del prezzo del petrolio e l’incremento della “flessibilità” lavorativa, convogliare le risorse economiche per promuovere l’uso dei mezzi di trasporto pubblico, oramai al collasso?
E allora, cari italiani e spettabili aziende, non sarà forse che il problema della scarsa produttività di questo nostro sfortunato Paese debba imputarsi al fatto che i lavoratori non ce la fanno ad arrivare a fine mese, perché non restano più i soldi per far fronte alle spese quotidiane? E che questa povertà dilagante si rifletta poi sul mercato economico determinando il crollo dei consumi e il conseguente freno alla produzione? Presidente Montezemolo, davvero Lei crede che gli italiani siano ancora disposti ad immolarsi sull’altare del PIL? Un detto recita che bisogna affamare la bestia perché produca di più. Il rischio che si corre però è che essa finisca per divorare il proprio padrone!
22:05 Scritto da: iagodalbuio in sfoghi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: precariato, mafia, fiat, montezemolo | OKNOtizie |
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