19/07/2008
Ad aeternam
13:01 Scritto da: iagodalbuio in attualità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: paolo borsellino, giovanni falcone, mafia, marco travaglio, la sapienza | OKNOtizie |
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08/06/2008
Gomorra
Neanche quando vittima delle mafie è un piccolo innocente il popolo si ribella contro di esse: sul caso del bimbo ferito a Melito (RC) in un agguato di 'Ndrangheta già regna la più completa omertà (e badate, non solo da parte della gente locale, ma anche dei giornalisti nazionali, per i quali la notizia del fatto merita di essere relegata in penultima pagina, dopo i fatti di cronaca nera giapponesi e il caro petrolio).
Poco prima a Casal di Principe (CE), il giorno dopo l'uccisione dell'imprenditore Michele Orsi, testimone nel processo sullo smaltimento dei rifiuti napoletani, caroselli di auto per le strade del paese ne festeggiavano l’assassinio (altro fatto “occultato” dai cronisti locali e nazionali).
E mentre il popolo tutto (salvo pochissime eccezioni) favorisce e parteggia per le mafie, assordante riecheggia il silenzio del Vaticano, per il quale è più importante salvaguardare un embrione, piuttosto che difendere un bambino di soli quattro anni dalla follia mafiosa.
Del resto, se da più di un secolo si combattono inutilmente le mafie, senza riuscire mai a sconfiggerle, la colpa non è da ricercarsi unicamente nelle istituzioni troppo spesso impotenti (laddove non sono esse stesse colluse), ma soprattutto nel fatto che il "sentire mafioso" è parte integrante del popolo italiano, è scritto nel suo genoma.
Dopo tutto, Roberto Saviano nello scegliere un titolo per il suo libro sulla Camorra ha optato, non a caso, per il nome della città biblica di Gomorra, e certo non per l'ovvia assonanza linguistica:
“…Abraamo rimase ancora davanti al SIGNORE. Abraamo gli si avvicinò e disse: «Farai dunque perire il giusto insieme con l'empio? Forse ci sono cinquanta giusti nella città; davvero farai perire anche quelli? Non perdonerai a quel luogo per amore dei cinquanta giusti che vi sono? Non sia mai che tu faccia una cosa simile! Far morire il giusto con l'empio, in modo che il giusto sia trattato come l'empio! Non sia mai! Il giudice di tutta la terra non farà forse giustizia?» Il SIGNORE disse: «Se trovo nella città di Sodoma cinquanta giusti, perdonerò a tutto il luogo per amor di loro». […] Abraamo disse: «Non si adiri il Signore, e io parlerò ancora questa volta soltanto. Forse, se ne troveranno dieci». E il SIGNORE: «Non la distruggerò per amore dei dieci».” Genesi, 18.
P.S.: per la cronaca, Gomorra fu rasa al suolo (n. d. r.).
13:20 Scritto da: iagodalbuio in attualità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gomorra, omertà, melito, mafia, camorra, vittime delle mafie, roberto saviano | OKNOtizie |
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15/03/2008
La Seconda Guerra Civile Italiana
O forse sarebbe più corretto chiamarla “terza” guerra civile. La prima, infatti, fu combattuta all’indomani della fondazione della Repubblica Sociale Italiana ad opera di Mussolini, e vide contrapposti i fascio-nazisti alla Resistenza partigiana. La seconda, definita dal presidente della cosiddetta Commissione Stragi, Pellegrino, guerra civile a “bassa intensità”, si verificò, invece, durante gli “anni di piombo”, come effetto collaterale della Guerra Fredda e di quella “strategia della tensione”, messa in atto dai Servizi Segreti dei due blocchi che all’epoca si contrapponevano.La terza, ultima in ordine di tempo, è quella che si combatte tutt’ora. Ogni giorno che passa. E forse dalla stagione di “Mani Pulite”, non ha mai cessato di mietere vittime. Questo decennale conflitto che imperversa sul nostro territorio vede fronteggiarsi coloro che si battono per la legalità e per la salvaguardia dei diritti umani, contro i disonesti: quelli che corrompono e/o che si fanno corrompere; quelli che compiono continui soprusi ai danni dei più deboli ed indifesi; gli evasori, i torturatori, i piduisti, i prescritti e i concussori.
E’ una lotta senza tregua, una battaglia per certi versi impari, perché chi dovrebbe garantire il rispetto della legalità, e vale a dire i nostri legislatori, è troppo spesso colluso con i malfattori: ne agevolano l’operato, attraverso la promulgazione di leggi che impediscono a chi si macchia di tali gravi delitti di pagarne lo scotto. Perciò, in questo “Paese di Acchiappacitrulli”, dove delinquere conviene e il crimine contrariamente paga, la gente perbene è sovente destinata a soccombere.
Tra le file degli onesti si registrano quotidianamente feriti e caduti: quelli che periscono sul lavoro, per il mancato rispetto delle norme di sicurezza; i derubati di ogni risparmio da banchieri e finanzieri senza scrupoli; quelli che si ammalano di tumore e, troppo spesso, muoiono per le scorie nocive, scaricate sulle loro terre da imprenditori criminali; i caduti per mano della mafia, armata da chi finge di combatterla. D’altro canto, gli onesti, non possono nemmeno giovarsi della protezione di un’informazione obiettiva ed imparziale, tipica delle nazioni civilizzate. Perché quello che dovrebbe essere l’ultimo baluardo contro i soprusi è ormai asservito alle logiche del potere e della ricerca del profitto ad ogni costo.
E’ davvero una lotta impari.
Dedicato alle Vittime delle mafie
15:00 Scritto da: iagodalbuio in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: guerra civile, p2, servizi segreti, v2-day, mafia, legalità | OKNOtizie |
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08/12/2007
Starving the Beast!
Italiani, sono spiacente di comunicarvi che la produttività nazionale è al palo! Sì cari lettori, proprio così: nel nostro "straordinario" Paese le povere aziende fanno fatica a tenere il passo dei colossi economici europei, ma quel che è peggio non riescono più a far fronte alla spietata concorrenza dei paesi emergenti dell'Est Europa, della Cina e dell'India. Il presidente di Confindustria Montezemolo, dal canto suo, quando non si lamenta per l'assenteismo dilagante nel Bel Paese, protesta per l'inattività del governo attuale e di quelli che, secondo lui, hanno guidato l'Italia negli ultimi 12 anni, senza apportare quelle modifiche “strutturali” tanto necessarie per rilanciare l’economia della nazione. E in effetti come dargli torto?!
La legge sul rientro dei capitali in nero dall’estero, la depenalizzazione del falso in bilancio, e di altri reati finanziari, gli sgravi e i condoni fiscali per le aziende, la legge “Biagi” per aumentare la flessibilità (lèggi “precarietà”) dei lavoratori, non sono servite a nulla! L’economia è ferma! Serve qualcosa di più incisivo. Ma cosa?! Cosa vorrebbe Montezemolo? Legalizzare forse il caporalato e far sprofondare l’Italia in un moderno feudalesimo?
Le leggi sopra citate, tutte a favore delle imprese e non certo a vantaggio dello “Stato Sociale”, un effetto però l’hanno prodotto. Hanno, infatti, arricchito i grandi capitali e gli speculatori, ma al contempo hanno determinato il crollo dei salari e la precarietà; hanno favorito le morti sul lavoro, perché le imprese, sapendo di farla franca, continuano ad assumere “in nero” e senza alcuna tutela i propri dipendenti. Inoltre, la depenalizzazione dei reati finanziari ed ambientali, oltre ad incentivare le speculazioni economiche ed edilizie, ha innalzato il livello di corruzione e rafforzato la criminalità organizzata (che ha sempre più interessi legati all’alta finanza) e delle aziende ad essa colluse.
Certo, si potrebbe "promuovere" l'evasione fiscale, come fece il presidente del consiglio precedente! Questo sì che sarebbe di grande aiuto alle imprese! Del resto, alle aziende conviene assai più pagare il pizzo alla Camorra, o alla Mafia, o alla ‘Ndrangheta, piuttosto che pagare le tasse allo Stato italiano. Perché, se non paghi le tasse puoi dormire sonni tranquilli in attesa del prossimo condono tombale. Ma se non paghi il pizzo, beh, di tombale ti attende qualcos'altro! Purtroppo però, il costo del pizzo finisce quasi sempre per gravare sulle spalle dei cittadini onesti, non certo sulle imprese che lo foraggiano. Perché il pagamento del pizzo alla Mafia si tramuta nell'incremento ingiustificato dei prezzi al dettaglio e nel disfacimento delle infrastrutture (basti guardare a come è ridotta la sanità pubblica o in quali condizioni versa da anni il tratto autostradale SA-RC): in altre parole, si traduce in maggiore povertà.
Vogliamo parlare poi di tutte quelle iniziative a vantaggio della FIAT, come l’incentivazione all’uso delle automobili, anziché, vista l’ascesa vertiginosa del prezzo del petrolio e l’incremento della “flessibilità” lavorativa, convogliare le risorse economiche per promuovere l’uso dei mezzi di trasporto pubblico, oramai al collasso?
E allora, cari italiani e spettabili aziende, non sarà forse che il problema della scarsa produttività di questo nostro sfortunato Paese debba imputarsi al fatto che i lavoratori non ce la fanno ad arrivare a fine mese, perché non restano più i soldi per far fronte alle spese quotidiane? E che questa povertà dilagante si rifletta poi sul mercato economico determinando il crollo dei consumi e il conseguente freno alla produzione? Presidente Montezemolo, davvero Lei crede che gli italiani siano ancora disposti ad immolarsi sull’altare del PIL? Un detto recita che bisogna affamare la bestia perché produca di più. Il rischio che si corre però è che essa finisca per divorare il proprio padrone!
22:05 Scritto da: iagodalbuio in sfoghi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: precariato, mafia, fiat, montezemolo | OKNOtizie |
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